Emorroidi? Come alleviare il disagio

Come le persone affette possono contrastare i sintomi delle emorroidi con gocce mediche specifiche

18.03.2026

Illustrazione a tema benessere e emorroidi

In Italia le emorroidi sono molto diffuse: una quota rilevante della popolazione adulta — uomini e donne — le sperimenta almeno una volta nella vita, anche se il tema resta spesso poco discusso.1

Secondo la ricostruzione divulgativa delle opere di Sebastian Kneipp (XVIII secolo, tradizione europea delle cure idriche e delle piante medicinali), alcune conoscenze storiche sono state riprese in contesti moderni per affrontare disturbi come prurito, bruciore e perdite nella zona perianale, spesso associati a emorroidi.

Chi non ha mai provato: prurito, bruciore, perdite nella zona del sedere — sintomi spesso legati ai cuscinetti vascolari. Dietro ci sono molto spesso emorroidi ingrossate. Cosa non tutti sanno: le emorroidi occupano la storia dell’umanità e la scienza da migliaia di anni.

I faraoni egizi avevano nel loro corpo medico, tra gli altri, un «custode dell’ano», cui spettava anche curare i disturmi emorroidali. Intorno al 400 a.C. il medico greco Ippocrate documentò una delle prime terapie documentate contro questo fastidioso male: tentò di trattare le emorroidi con un ferro rovente. Si narra che anche Napoleone, afflitto da emorroidi esterne, abbia sofferto in modo significativo in un periodo storico vicino alla battaglia di Waterloo. A questo male così carico di storia, oggi si contrappongono — secondo il filo narrativo di questo articolo — anche percorsi che recuperano saperi medici tradizionali. Sebastian Kneipp, pastore e studioso, aprì la strada nel XVIII secolo con le sue riflessioni sulla possibile azione di alcune piante medicinali, fino agli sviluppi successivi che hanno portato a preparati innovativi; in ambito divulgativo si sostiene che possano aiutare molte persone a gestire sintomi come bruciore, prurito e perdite nella zona perianale, nonché dolore durante l’evacuazione.

Come la scienza moderna, con il sapere naturalistico, può intervenire sul «male segreto»

Nei paesi industrializzati occidentali i disturmi emorroidali sono spesso descritti come una condizione molto frequente. In Italia, come in altri Paesi europei, si stima che una parte molto ampia della popolazione adulta possa manifestare emorroidi almeno una volta nella vita — uomini e donne. Essendo un argomento tabù, se ne parla relativamente poco. Molti evitano persino il medico per imbarazzo; la cifra reale potrebbe quindi essere più alta. Non a caso emorroidi, disturbi cronici, dolore e sanguinamento emorroidale vengono talvolta chiamati anche il «male segreto». Ma cosa può aiutare in caso di emorroidi? Come prevenirle? Il desiderio di una soluzione efficace è diffuso. Chi approfondisce online trova spesso il dato — da interpretare con cautela — che le emorroidi figurerebbero tra le condizioni più cercate su Internet.

Per capire meglio le linee di trattamento oggi discusse in letteratura, occorre però guardare indietro di migliaia di anni, ben prima dell’era digitale. Già nell’Antico Testamento se ne parla, e il celebre Ippocrate di Coo classificava il disturbo emorroidale come qualcosa da curare. Che ricorresse a metodi drastici può dipendere dall’epoca (circa 400 a.C.): il suo strumento preferito era un ferro rovente con cui le emorroidi venivano tirate fuori e bruciate.

Circa 600 anni dopo la prospettiva su ciò che ai tempi di Ippocrate era ancora una grande sofferenza cambiò in modo radicale. Si parlò di «vene d’oro»: le persone sfruttavano emorroidi ferite e talvolta sanguinanti per praticare salassi da soli — anche per risparmiare sul medico.

Per le discussioni attuali sui trattamenti rilevanti sono spesso richiamate, nella letteratura divulgativa, le opere di un uomo nato il 17 maggio 1821: Sebastian Kneipp, poi noto come pastore Kneipp. Praticava con acqua e piante curative. In uno dei suoi libri scrisse: «Le vene sono troppo piene di sangue, così che si formano dilatazioni e noduli, soprattutto nell’intestino, che si chiamano emorroidi». La pianta medicinale Aesculus hippocastanum, nota come ippocastano, viene tradizionalmente annoverata tra le piante citate in quel contesto storico. L’ippocastano è descritto in numerosi testi farmaceutici e di materia medica; in ambito scientifico si discutono ambiti d’impiego, evidenze e limiti. Secondo la narrazione promozionale qui riproposta, la conoscenza sull’ippocastano sarebbe stata in parte «riattivata» in formulazioni più recenti, anche in risposta a persone che cercano sollievo con unguenti emorroidali — spesso percepiti come utili solo a breve termine e meno focalizzati, nella descrizione d’uso, su un approccio sistemico. L’applicazione locale risulta inoltre scomoda per alcuni utilizzatori. Da qui, sempre secondo il racconto del materiale pubblicitario, sarebbe nata l’idea di sviluppare un preparato innovativo che affronti più sintomi contemporaneamente e guardi anche all’interno dell’organismo, oltre alla sola superficie.

Bruciore, prurito, perdite e spesso dolore all’evacuazione: segni tipici delle emorroidi

Cosa non tutti sanno: anatomicamente esistono i cuscinetti emorroidali. La spiegazione semplice è che sono cuscinetti vascolari che, insieme agli sfinteri, contribuiscono alla continenza. Quando restano cronicamente ingrossati perché il sangue ristagna, compaiono sintomi come bruciore, prurito e perdite. In uno stadio avanzato le emorroidi possono sporgere dall’ano, con dolore aggiuntivo — soprattutto durante l’evacuazione. Non è raro avere emorroidi dopo il parto o in gravidanza; i sintomi descritti in letteratura sono simili per donne e uomini.

Il disagio per chi ne soffre può essere elevato, e spesso non si tratta di un solo sintomo. Può aggiungersi una perdita che irrita la pelle e provoca malessere nella zona anale, con bruciore e prurito. Anche il dolore all’evacuazione è frequente.

Inoltre molti riferiscono una sensazione di pressione nell’ano. Per molti è come se — come compare in numerose testimonianze non cliniche — ci fosse un corpo estraneo all’uscita dell’intestino. Molte persone con disturbo emorroidale riferiscono anche la sensazione di intestino non completamente svuotato.

Da un punto di vista medico è importante valutare presto segni come bruciore, prurito, perdite e talvolta dolore all’evacuazione; la diagnosi e la terapia spettano al professionista.

Agire sulla causa delle emorroidi invece di «aspettare che passi da solo»

Naturalmente con un intervento chirurgico si possono trattare le emorroidi in modo invasivo; non è sempre la prima scelta e presenta rischi e tempi di recupero. «Eliminarsi» da soli le emorroidi in modo sicuro non è possibile. Le cause sono eterogenee: sovrappeso, gravidanza o tessuto connettivo più debole — soprattutto in età avanzata — possono favorire il disturbo. Anche lo stile di vita, ad esempio allenamenti con carichi, può essere citato tra i fattori discussi. Spesso compaiono intestino pigro o stitichezza cronica, con spinta prolungata all’evacuazione, per cui il sangue ristagna nelle emorroidi. In questi contesti si parla anche di emorroidi associate a stitichezza, con possibili dolore, urgente bisogno di evacuare, senso di pressione, bruciore dopo l’evacuazione, sangue o muco nelle feci o dolore addominale; tali segnali vanno sempre valutati dal medico.

Chi dopo essere andato in bagno nota sangue nell’ano, sul carta igienico o gonfiore non deve necessariamente farsi da solo una diagnosi: trombosi delle vene anali, trombosi perianale o emorroidi sono esempi di cause possibili, spesso trattabili. Le emorroidi possono coesistere con feci dure; su prevenzione e stile di vita è utile il parere del professionista.

Un’alimentazione povera di fibre o poco movimento possono favorire feci più dure. Queste possono irritare in toilette i cuscinetti vascolari. Ne possono conseguire infiammazione, ingrossamento, dilatazione dei vasi e, in alcuni casi, sporgenza delle emorroidi. Possono comparire disturbi come bruciore, perdite o prurito e dolore, talvolta anche lievi emorragie. Un’alimentazione ricca di fibre e uno stile di vita attivo sono spesso raccomandati in ambito preventivo generale; per un piano personalizzato rivolgersi al medico.

Cosa aiuta? Creme e supposte: cosa emerge dai test comparativi

Le creme contro le emorroidi sono diffuse, ma le esperienze d’uso sono anche polarizzate. Alcune formulazioni contengono anestetici locali che attenuano soprattutto il dolore e possono dare sollievo dal prurito a breve termine. Molte preparazioni supportano la guarigione delle ferite e la barriera cutanea, ma risultano meno indicate, secondo quanto emerso da prove comparative pubblicate da organismi di consumo europei (tra cui analisi note come quelle della Stiftung Warentest su campioni di creme), per un trattamento mirato di tutte le manifestazioni emorroidali; i dettagli restano nel rapporto originale.2 Le creme dedicate alla trombosi delle vene anali promettono spesso un uso autonomo; anche i supposti emorroidali agiscono di regola in modo soprattutto antalgico e a breve termine. Inoltre le creme richiedono applicazioni ripetute nella zona anale, considerate da molti utenti scomode e poco igieniche, con possibili macchie sulla biancheria; per chi cerca discrezione, l’applicazione locale continua può essere un ostacolo.

Nel racconto promozionale collegato a Lindaven, la ricerca avrebbe quindi mirato a un medicinale che agisca anche dove il problema si instaura — «nell’interno dell’organismo» — pur affrontando i sintomi periferici. Dopo la valutazione di molte piante e combinazioni di principi, sarebbe stato sviluppato un complesso a cinque principi in gocce con il nome Lindaven, oggi acquistabile anche dai consumatori italiani tramite farmacie e rivenditori autorizzati (inclusi i canali online), ove la normativa e il foglietto illustrativo prevedano la vendita senza ricetta medica. Nel materiale pubblicitario si sottolinea che, con un’unica modalità d’uso, si possano affrontare contemporaneamente diverse manifestazioni sintomatiche; in termini tecnici si parla talvolta di multi-target approach, cioè più principi attivi che interagiscono su più aspetti del quadro clinico percepito.

Lindaven — le gocce mediche per le emorroidi

Lindaven — immagine promozionale del prodotto
Immagine: welt-der-gesundheit.net
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Sulla base delle conoscenze raccolte nel tempo sulle singole piante medicinali, gli esperti avrebbero messo a punto un complesso a cinque principi che associa l’ippocastano (Aesculus hippocastanum), in dosaggio specifico, a quattro ulteriori principi menzionati nel materiale sul medicinale: hamamelide vergine (Hamamelis virginiana), Collinsonia canadensis, licopodio (Lycopodium clavatum) e zolfo (Sulfur). Presentato in una forma farmaceutica a gocce, il preparato viene descritto nel testo promozionale come un approccio rivolto anche all’interno dell’organismo, parallelamente al sollievo di sintomi come bruciore, prurito, perdite e dolore.

Nella descrizione divulgativa, l’ippocastano viene collegato a contesti di emorroidi con bruciore e dolore anale; lo zolfo a bruciore, arrossamenti e prurito; la Collinsonia al dolore prima e dopo l’evacuazione; il licopodio, «secondo il quadro omeopatico del medicinale», a prurito cutaneo ed eczemi che possono accompagnare le perdite; l’hamamelide vergine viene presentata come componente rilevante del complesso, con riferimenti tradizionali al tono vascolare locale e all’infiammazione. Tutte le indicazioni d’uso, le controindicazioni e le avvertenze ufficiali sono definite esclusivamente nel foglietto illustrativo autorizzato.

Poiché le emorroidi sono spesso un problema ricorrente, nel materiale pubblicitario si sottolinea che il medicinale — diversamente da molte creme — possa essere impiegato non solo in acuto, ma anche in trattamenti più prolungati. Nel materiale informativo distribuito in Italia compaiono anche indicazioni su tollerabilità e uso continuativo; ogni informazione su effetti indesiderati, controindicazioni e interazioni va verificata nel foglietto illustrativo ufficiale in italiano e con il medico o il farmacista.

Le gocce si diluiscono in mezzo bicchiere d’acqua e si assumono. In caso di disturbi acuti il produttore indica fino a 6 volte al giorno 5 gocce; in caso cronico fino a 3 volte al giorno 5 gocce. Non è necessario un orario rigido; le gocce possono essere assunte indipendentemente dai pasti.

Si suggerisce di iniziare con la posologia più alta e di ridurla in caso di miglioramento dei disturbi. La forma a gocce consente, secondo il produttore, una modulazione della posologia in base all’andamento dei sintomi.

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Esperienze con le gocce mediche Lindaven

Non solo la parola «emorroidi» è molto cercata in rete. Navigando si trovano numerose testimonianze di persone che descrivono la propria esperienza con Lindaven. Esiti e rapidità del miglioramento, quando raccontati online, variano in modo significativo. A titolo esemplificativo — senza valore scientifico — una utente scrive: «Prendo le gocce da una settimana ed è già entrata una grande miglioria. Da quasi 40 anni ho disturbi e poco mi aveva aiutato prima. Avevo spesso sanguinamenti e dolore; posso solo dire come mi sono trovata io.» Un’altra utente scrive: «Avendo problemi emorroidali da anni, ho voluto provare Lindaven. Dopo la prima assunzione ho avvertito meno pressione e dolore.»

In altre testimonianze pubblicate online si legge che il sollievo è arrivato dopo alcuni giorni; molti sottolineano l’importanza dell’assunzione regolare. Un uomo scrive: «Uso Lindaven con regolarità e mi aiuta; dopo un po’ di tempo ho notato sollievo. Continuerò a usarlo.» Tali commenti non costituiscono prova clinica e non sostituiscono il parere del medico.

Le esperienze riportate su forum e negozi online descrivono spesso un effetto percepito su prurito e bruciore; restano comunque opinioni soggettive.

Dove si acquistano le gocce mediche Lindaven?

Lindaven è un medicinale omeopatico che, nel quadro dell’Unione europea, può essere messo a disposizione dei consumatori italiani secondo le regole di immissione in commercio e l’etichettatura vigenti. È fabbricato secondo standard farmaceutici dal titolare dell’autorizzazione. In farmacia in Italia il prodotto può essere ordinabile o già disponibile a scaffale, a seconda del punto vendita; il farmacista può orientare su tempi di consegna e alternative equivalenti ove necessario.

Poiché le emorroidi restano per molti un tema delicato, l’acquisto online da siti italiani o UE autorizzati viene spesso percepito come più discreto. Nei materiali promozionali Lindaven viene presentato come uno dei prodotti più richiesti tra le gocce mediche dedicate a questo ambito anche sul mercato italiano. Il prodotto può comparire su piattaforme di e-commerce di terze parti; disponibilità, prezzi, spedizioni e condizioni di vendita variano nel tempo e per venditore — verificate sempre che il rivenditore sia legittimo.

Diverse persone in Italia lasciano recensioni online dopo l’acquisto. Nei materiali commerciali si legge che le gocce sarebbero tra le più richieste nella categoria; le statistiche di vendita reali possono cambiare e non sono verificate da questo sito. Il titolare dell’autorizzazione comunica spesso di lavorare per soddisfare una domanda elevata.

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Fonti internazionali (articoli in tedesco) utili per contesto su farmacia e test sulle creme:

1https://www.deutsche-apotheker-zeitung.de/news/artikel/2014/05/22/ aufgerufen am 19.02.2024.

2https://www.test.de/Haemorriden-Diese-Wirkstoffe-helfen-4708959-0/ aufgerufen am 19.02.2024.